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Europa e banchieri si mangiano la Grecia. Il Parlamento approva il pacchetto della povertÓ

di Fabio Sebastiani

 

 

 

Con 153 voti a favore il Parlamento greco ha approvato poco dopo la mezzanotte locale il pacchetto di misure di austeritÓ considerato dalla troika (Ue, Bce e Fmi) indispensabile per concedere alla Grecia un'altra tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro e salvare il Paese dal fallimento. Il pacchetto di austeritÓ, di 13,5 miliardi, - come previsto - Ŕ passato con pochissimi voti al di sopra della maggioranza minima che Ŕ di 151 voti sui 300 seggi del Parlamento.

Il pacchetto, (2013-2016), abolisce tutti i bonus extra per pensionati e dipendenti statali, introduce nuovi tagli sino al 25% alle pensioni e allo stesso tempo riduce sino al 27% i cosiddetti "stipendi speciali" (polizia, magistratura, forze armate, personale medico degli ospedali statali, docenti universitari, diplomatici) fino al 27%, mentre spiana la strada per il licenziamento di 2.000 statali e l'abolizione della previdenza sociale fornita dallo Stato che sarÓ sostituita da indennitÓ collegate al reddito.

Per tutta la giornata di ieri Atene Ŕ stata attraversata da numerose manifestazioni di protesta. Alle cinque del pomeriggio si Ŕ radunato un corteo di diverse decine di migliaia di persone sotto il Parlamento in piazza Syntagma. La polizia ha sparato numerosi lacrimogeni ed effettuato alcune cariche. Diversi cassonetti della spazzatura sono stati dati alle fiamme. Circa cento le persone arrestate e fermate.

Il mondo del lavoro si Ŕ comunque fermato per due giorni. Lo sciopero indetto dai due principali sindacati, Adedy e Gsee, ha interrotto i servizi della pubblica amministrazione, i trasporti pubblici, dagli autobus ai traghetti. Hanno scioperato anche tassisti, impiegati di banca, avvocati, insegnanti, personale ospedaliero, farmacisti, commercianti e altri professionisti partecipano in segno di protesta contro il terzo round di tagli alle pensioni e agli stipendi. Ad incrociare le braccia sono stati addirittura gli impiegati del Parlamento. L’approvazione del pacchetto, infatti, Ŕ stata in forse fino all’ultimo minuto. Il nuovo pacchetto di austeritÓ e riforme sarÓ un onere insopportabile per i pi¨ poveri, aumentando ulteriormente disoccupazione, recessione e quindi miseria. Ed ora sotto un'altro.


 Se non per qualche vecchio ideale di pace che ci potessimo trovare sul fondo di una tasca, almeno sul pragmatico nostro culo non avremmo motivo di entusiasmarci per chiunque vinca lÓ stanotte...ma forse ci troviamo a tifare Obama perchŔ abbiamo a cuore i suoi hamburger in maniche di camicia che ci ricordano il nostro Bersani in trattoria oppure che non venga abolita per gli americani quel mezzo aborto di riforma sanitaria che Ŕ riuscito a fare. Siamo insomma i soliti sentimentali...che riescono a dividere in falchi e colombe anche i barracuda. Del resto, la filosofia del menopeggio ce l'abbiamo nel sangue da secoli. A forza di abbattere ogni ideale come cosa obsoleta che non trova posto nel mondo "moderno", ci troviamo a tifare, per oscure ragioni per lo pi¨ empatiche, una persona che ha pubblicamente dichiarato che gli sforzi della sua amministrazione sono volti al benessere degli americani, senza badare ai costi in termini di trasparenza dei servizi di intelligence e rispetto delle libertÓ individuali, che alla fine sono nulla al confronto del benessere economico collettivo (loro). Un discorso esattamente contrario a quello che fece Kennedy e per il quale probabilmente fu ucciso a fucilate....e cioŔ che una nazione Ŕ una grande nazione solo se pu˛ essere di esempio di libertÓ e democrazia per tutti. In definitiva consiglierei un po' di sano distacco alla francese...che a noi e al mondo che vinca Obama o quell'altro sposta ben poco. [Hannibal]

 

 

 



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